Corporate Social Responsibility

Raccogli ciò che semini…

Alle volte mi sento dire: “Tu sei un uomo davvero fortunato!”. E io penso: è vero, per tanti versi lo sono; però ritengo altresì che la fortuna bisogni un po’ guadagnarsela. Se è vero che nella vita a volte i colpi fortuna arrivano, la maggior parte di quelli che possono sembrare casuali sono, invece, frutto di scelte e comportamenti messi in atto in precedenza.

Ecco perché, con il calendario 2020, abbiamo voluto condividere con voi i valori che sentiamo fondanti del nostro Gruppo.

I valori presenti nel calendario sono stati raccolti in quattro filoni principali:

PERSONE – interventi legati a migliorare la vita dei nostri collaboratori. Il luogo di lavoro è fondamentale per il nostro benessere, poiché ci passiamo la maggior parte della nostra giornata. Quanto è stato fatto è solo un punto di partenza per fare sempre di più

AMBIENTE – nel nostro piccolo, vogliamo anche noi trasmettere il concetto che il mondo è il nostro specchio e che se non lo rispettiamo, se non lo tuteliamo, significa che non rispettiamo e non tuteliamo prima di tutto noi stessi e le generazioni future

SOCIALE – le aziende non sono sistemi indipendenti: vivono, crescono, operano in un contesto sociale, culturale, economico, territoriale. Il Gruppo Sme.UP riceve tanto dai contesti in cui operano le sue sedi, per questo vogliamo restituire, anche solo un po’, quello che ci viene donato

CULTURA – è fondamentale nutrire il corpo, ma altrettanto importante è nutrire la mente e lo spirito. L’essere umano e il suo equilibrio dipendono da queste due componenti. Stimolare la creatività, il pensiero, aprire la mente a nuove opportunità è per noi essenziale.

Crediamo che collaborare e fare rete siano elementi imprescindibili per valorizzare, recuperare e realizzare progetti che mettano al centro persone, ambiente, il sociale e la cultura.

Per questo scegliamo di continuare a seminare…

Per capire meglio a cosa mi ispiro quando vi parlo di questo tema, leggete cosa scrive Harari a proposito della “cooperazione flessibile su larga scala”.

Buon anno a tutti!

A pagina 166 si legge…

… Nel corso di questi 20.000 anni l’umanità è passata dal dare la caccia ai mammut con lance dotate di punte di pietra, all’esplorazione del sistema solare non grazie all’evoluzione di mani più abili o di cervelli più grossi (in effetti, i nostri cervelli sembrano essere più piccoli oggi).

Al contrario, il fattore cruciale per la conquista del mondo è stata la nostra abilità nel connettere molti uomini gli uni con gli altri. Ai nostri giorni gli uomini dominano incontrastati il pianeta non perché il singolo umano è assai più sveglio e più svelto con le dita del singolo scimpanzè o lupo, ma perché Homo Sapiens è l’unica specie al mondo capace di cooperare in modo flessibile su larga scala. Anche l’intelligenza e la fabbricazione di strumenti sono state fondamentali, ovviamente. Ma se gli umani non avessero imparato a cooperare con flessibilità e in grandi numeri, i nostri potenti cervelli e le nostre abili mani sarebbero ancora alle prese con pietre di selce piuttosto che con atomi di uranio. …

Harari, Yuval Noah. 2017. Homo Deus: breve storia del futuro. Bompagni

Yuval Noah Harari (24 febbraio 1976) è uno storico, saggista e professore universitario israeliano. Nel 2012 è stato membro della Giovane Accademia israeliana delle scienze, insegna all’Università Ebraica di Gerusalemme ed è noto soprattutto per aver pubblicato nel 2011 in ebraico il best seller Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità.

Harari si è specializzato prima in storia medievale e storia militare, e successivamente ha completato il suo Ph.D. dottorale al Jesus College dell’Università di Oxford, nel 2002. Ha pubblicato numerosi libri e articoli, tra cui Special Operations in the Age of Chivalry, 1100-1550; The Ultimate Experience: Battlefield Revelations and the Making of Modern War Culture, 1450-2000; The Concept of ‘Decisive Battles’ in World History; e Armchairs, Coffee and Authority: Eye-witnesses and Flesh-witnesses Speak about War, 1100-2000.

Attualmente insegna World History e processi macrostorici. La sua ricerca si concentra su questioni macrostoriche del tipo: “Qual è il rapporto tra storia e biologia? Qual è la differenza essenziale tra Homo sapiens e gli altri animali? Esiste la giustizia nella storia? La storia ha una direzione? La gente è diventata più felice man mano che la storia si è sviluppata?” Harari ha vinto due volte il Premio Polonsky per la Creatività ed Originalità, nel 2009 e 2012. Nel 2011 ha vinto il “Society for Military History’s Moncado Award” per articoli di qualità in storia militare. Nel 2012 è stato eletto membro della Young Israeli Academy of Sciences.

Da: Wikipedia, l’enciclopedia libera. Versione 5 nov 2019 ore 11:42.